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Firenze insolita: i musei meno noti e gli immancabili giardini con viste uniche della città

Settembre a Firenze significa tante cose: si rientra dalle ferie estive (in Italia tradizionalmente si parte in agosto), ricominciano le scuole e i corsi universitari, la città inizia a mutare colori e si depura dall’afa. I turisti e le famiglie fiorentine apprezzano questo mese per scoprire le attrazioni che ci rendono famosi nel mondo.

Io personalmente amo settembre e l’aria frizzantina che riempie i corsi, trovo che sia il momento perfetto per passeggiare tra i dedali del centro storico. E per innamorarmi ogni volta di un angolo nascosto. O di un museo lontano dal trambusto, mimetizzato nel tessuto urbano, quasi invisibile a occhi distratti.

La nostra città è punteggiata da gemme d’arte, collezioni di insospettabile bellezza da gustare senza fretta. Vi accompagno oggi tra i musei alternativi di Firenze, tutti da visitare a settembre

 

Il Museo Stibbert e le sue armi

 

In cima a un dolce colle distante dal centro di Firenze, si erge un’austera villa divenuta museo grazie alla generosità di un intellettuale illuminato, Frederick Stibbert. Figlio di un militare inglese e di una donna toscana, nacque a Firenze ma venne educato in Inghilterra.

Tornato qui poco più che ventenne, decise di risiedervi e fece costruire una villa firmata da grandi artisti fiorentini.

Il Museo Stibbert, donato alla città alla morte del proprietario, raccoglie oggi cinquantamila oggetti, frutto delle due maggiori passioni di Stibbert, i viaggi e il collezionismo. La sezione più affascinante è senza dubbio quella dedicata all’armeria: se amate corazze e scontri corpo a corpo avrete piacevoli sorprese. Armi bianche e da fuoco si susseguono, minacciose e ammalianti, nelle armerie europea e islamica del museo. Costumi, porcellane e raffinati dipinti completano il percorso espositivo, in itinerari intrisi di Storia e Bellezza.

Uscendo dal museo, concedetevi una passeggiata nel giardino Stibbert, progettato ad immagine e somiglianza di un giardino all’inglese ottocentesco, impreziosito da tempietti e architetture neoclassiche, grotte e giochi d’acqua. Divertitevi a scorgerne i dettagli insoliti e caratteristici…ne è pieno.

 

Una galleria d’arte nel blu: il Museo Bardini

 

Come il Museo Stibbert, anche il Bardini deve la sua origine alla passione di un esteta e collezionista italiano. Stefano Bardini, culture delle arti e pittore in erba, scoprì ben presto la sua vocazione: commerciare oggetti e manufatti antichi. Se siete appassionati delle civiltà greca e romana e vi incuriosiscono gli ambienti non tradizionali, questo museo dovrebbe comparire in cima alle cose da vedere a Firenze.

L’edificio del Museo Bardini si trova nel quartiere di San Niccolò, in Oltrarno, ma non crediate sia semplice da individuare: se non ci fossero le insegne fareste fatica a vederlo. Il palazzo in sé vanta una storia affascinante, realizzato nel 1237 come chiesa e convento a celebrazione della pace tra Guelfi e Ghibellini. La nel 1775 venne convertita nel Palazzo dè Mozzi, poi acquistato da Bardini.

Il collezionista conservò qui oggetti antichi, manufatti, sculture e dipinti, calandoli in una scena concepita ad arte: le pareti blu intense fanno emergere il candore del marmo, esemplari di epoche e stili diversi si combinano con innaturale ma perfetta armonia.  

Non vi aspettate un museo canonico, tutt’altro: sbizzarritevi a riconoscere i linguaggi estetici ed indovinare la cronologia delle opere. Sarà un’esperienza nuova e piacevole, ve lo prometto. Anche qui…lasciatevi del tempo alla fine della visita! Fatevi avvolgere dal Giardino Bardini, uno dei più suggestivi e curati di Firenze. La vista sulla città è straordinaria.

 

 

Museo Horne, una residenza-museo

 

In via de’ Benci, a due passi dalla vivacissima Piazza Santa Croce, si nasconde una dimora signorile vestale dei Rinascimento fiorentino.  Il Museo Horne è il prezioso lascito di Herbert Percy Horne, architetto e intellettuale londinese che elesse Firenze casa sua nel 1911. Il palazzo da lui acquistato fu restaurato ispirandosi a una residenza signorile del Rinascimento.

Alla sua morte, venne completato l’arredamento delle sale, secondo le volontà di Horne. La collezione attuale raccoglie pitture, sculture, ceramiche, oggetti di oreficeria e di uso quotidiano, mobili, sigilli e stoffe. L’intero patrimonio risale al periodo tra Tre, Quattro e Cinquecento.

Visitare questo museo è un’esperienza speciale: vi trovate di fatto in una casa, un’ambiente che racchiude in sé il ricordo di ripetuti gesti, una routine intima, un’atmosfera rarefatta. Ma, allo stesso tempo, passeggiate lentamente in epoche diverse, a spasso tra manufatti di incredibile fascino. Un viaggio nel Rinascimento fiorentino, con un tocco british…irresistibile!

 

Storia Naturale, il museo formato famiglia

 

Il Museo di Storia Naturale di Firenze è uno dei più antichi al mondo: buona parte delle sue collezioni si deve alla lungimiranza del granduca Pietro Leopoldo. Egli patrocinò le scienze e il museo della Specola, la cui raccolta di fossili fu il primo nucleo dell’attuale Museo di Storia Naturale. L’altro “padre” del museo fu Filippo Nesti, studioso fiorentino che restituì una panoramica completa dei vertebrati fossili.

L’attuale percorso espositivo è un tuffo nell’intera storia paleontologica italiana, un’enciclopedia raccontata seguendo criteri evoluzionistici: dai primi microorganismi di 3,5 miliardi di anni fa fino alla comparsa dei mammiferi.

A me piace tornarci di tanto in tanto, credo che lo scorrere delle epoche e i mutamenti del nostro pianeta – e delle specie viventi – sia un monito da tenere a mente, perché il cammino per diventare ciò che siamo è stato complicato e millenario.

Questo museo è adatto particolarmente alle famiglie con bambini, i primi a rimanere rapiti di fronte a fossili e rocce mai viste fino ad allora. Se viaggiate con i figli, ritagliatevi mezza giornata per gustare con lentezza un museo stimolante per tutte le età ma soprattutto per i più piccoli, solitamente insofferenti ai musei “classici”.

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